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DECIBA sottolinea al Parlamento Europeo la questione CRIF

Dipartimento Europeo Controllo Illeciti Bancari

L’associazione D.E.C.I.BA ha portato una nuova petizione all’attenzione
del Parlamento Europeo, riguardante l’utilizzo indiscriminato della
segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi (CRIF).

Un individuo viene segnalato alla Centrale rischi dalla propria banca quando non effettua il pagamento anche di una sola rata. La problematica sta nel fatto che secondo il Testo Unico Bancario la persona debba essere segnalata come “cattivo pagatore” unicamente quando l’istituto finanziario è sicuro che questa non adempierà mai più.

Si viene così a formare un sistema in cui basta una semplice
difficoltà temporanea del debitore a far sì che questo venga inserito nella
Centrale Rischi.

Il “cattivo pagatore” dopo la segnalazione, non potrà più
fare richiesta di alcun tipo di finanziamento, sia in banca che in un semplice
negozio.

L’immagine dell’individuo è così danneggiata, limitando il
normale svolgimento di qualsiasi attività economica, poiché posto a pregiudizio
da qualsiasi creditore.

Ci si trova così in contrasto con numerosi diritti volti tutelati da norme interne nazionali e comunitarie, come per esempio l’art.25 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, in cui si riconosce il diritto alla dignità integrale della persona umana.

La gestione di queste segnalazioni, a parere del gruppo legale di D.E.C.I.BA, sarebbe utile ricondurla alle regole dettate dall’art. 2050 del Codice civile, secondo cui, data la portata della incidenza sui diritti delle persone, sulla reputazione sociale e sulla libertà di attività economica, il criterio che deve orientare la tenuta di tali registri dovrebbe essere quello della gestione delle attività pericolose.

L’associazione D.E.C.I.BA ha deciso così di sottoporre la questione al Parlamento Europeo al fine di adottare delle nuove direttive in modo tale che “… la segnalazione avvenga esclusivamente per i casi di accertata e permanente, rilevante e non transitoria insolvenza” senza ledere alcun tipo di diritto dell’individuo.

Ovvero si richiedono maggiori controlli nel momento in cui
si decide di segnalare un debitore agli istituti CRIF.

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