Collaborazione europea con

MPS condannata a risarcire un cliente per illegittima segnalazione

Il momento epocale che stiamo vivendo non ha precedenti sui libri di storia, dove già gli Istituti di cessione del credito sono sempre più restii a finanziare imprese e famiglie, poi, se si mettono a segnalare illegittimamente una persona è proprio da vigliacchi.

La contestazione della propria segnalazione in Centrale Rischi oggi si sta sviluppando sempre di più , il popolo comincia ad essere e a volere essere sempre più informato e arrabbiato, ma questa è solamente uno dei tanti motivi per cui un soggetto può ricorrere a chiedere i danni alla “propria banca”.

Secondo il Dipartimento Europeo di Controllo degli Illeciti Bancari ( DECIBA ) ad esempio, comportamenti illegittimi e non trasparenti da parte di alcune banche verso i propri clienti sono all’ordine del giorno; consigliando vivamente di fare analizzare tutti i vostri rapporti con la banca: mutui, finanziamenti, leasing, conti correnti,….., al 90% vi hanno stipulato un contratto fuori legge e soprattutto per questo possiamo chiedere un risarcimento.

 

Ma veniamo al fatto ora...

Il Tribunale di Pescara condanna la Banca Monte dei Paschi di Siena a risarcire un imprenditore per l’illegittima segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia.

La vicenda ha avuto inizio ben quattro anni fa quando l’imprenditore, dopo aver pagato personalmente come garante un debito aziendale, ottenne (come giusto che sia) dalla banca la liberatoria per la sua sua posizione.

La banca continuò erroneamente a segnalare il suo nominativo alla Centrale Rischi per diversi mesi, fino a quando, l’imprenditore, scoperta la circostanza nel momento in cui si vide negare un prestito da un altro istituto di credito (perché soggetto segnalato), fece subito ricorso per chiedere la cessazione della segnalazione.
Assistito dall’avvocato Massimo Nascimbeni , si è rivolto al Tribunale di Pescara per il risarcimento dei danni subiti a causa di quella illegittima segnalazione.

Il Giudice di Pace ha condannato la banca a risarcire il cliente con 23 mila euro, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese, i danni alla salute psichica, all'immagine e reputazione causati all'imprenditore in conseguenza della segnalazione illecita.

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